La pressione arteriosa è la forza con cui il sangue spinge sulle pareti delle arterie. Si misura con due valori: la massima (sistolica), quando il cuore si contrae, e la minima (diastolica), quando il cuore si rilassa.
I valori sotto indicati sono indicativi e riferiti all'adulto: è sempre il medico a interpretarli nel contesto della singola persona.
Un singolo valore alto non significa necessariamente ipertensione: la diagnosi si basa su più misurazioni ripetute nel tempo.
Una singola misurazione sopra soglia non fa diagnosi. La pressione varia durante la giornata e sale con stress, sforzo, caffè, dolore o anche solo per l'emozione della misurazione (il cosiddetto "effetto camice bianco"). La cosa giusta da fare è ripetere la misura per alcuni giorni, seduti e a riposo da almeno 5 minuti, annotando i valori: se restano ripetutamente pari o sopra 140/90 mmHg, il passo successivo è parlarne con il medico. Conta anche il quadro complessivo — età, familiarità, diabete, fumo, colesterolo — che solo la valutazione clinica può pesare.
Ci sono situazioni in cui non bisogna aspettare: valori molto elevati (indicativamente dalla soglia di 180/110 mmHg in su) accompagnati da mal di testa intenso, disturbi della vista, dolore al petto, affanno, vertigini o difficoltà a parlare richiedono una valutazione medica immediata. In assenza di sintomi, un valore isolato molto alto va comunque ricontrollato a breve e riferito al medico in tempi rapidi.
Le soglie di riferimento nell'adulto sono le stesse per uomini e donne e non "salgono" con gli anni: l'idea che una massima alta sia normale negli anziani è superata. Negli over 70–80, però, gli obiettivi di trattamento vengono personalizzati dal medico in base a fragilità, altre patologie e terapie in corso.
L'ipertensione viene definita un disturbo "silenzioso" perché spesso non dà sintomi evidenti. Se non trattata, però, nel tempo affatica il cuore e danneggia le arterie, aumentando il rischio cardiovascolare. Proprio l'assenza di sintomi rende importante il controllo periodico.
È opportuna una valutazione cardiologica quando le misurazioni risultano ripetutamente elevate, in presenza di sintomi come dolore al petto, affanno o palpitazioni, e per un controllo periodico dopo i 40–50 anni, soprattutto in caso di familiarità o altri fattori di rischio. La visita cardiologica con elettrocardiogramma (ECG) permette di valutare la salute del cuore e impostare, se serve, il percorso più adatto.
Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce la visita medica. Per una valutazione del tuo caso rivolgiti sempre a un medico.
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Chiama 0131 365610 Vai alla cardiologiaNell'adulto si considera ottimale una pressione inferiore a 120/80 mmHg. Si parla in genere di ipertensione a partire da circa 140/90 mmHg, ma è il medico a interpretare i valori.
Spesso no: per questo è chiamata disturbo silenzioso. È il motivo per cui i controlli periodici sono importanti anche in assenza di disturbi.
Per gli adulti sani è utile un controllo periodico; chi ha valori elevati o fattori di rischio segue le indicazioni del medico, spesso con misurazioni più frequenti anche a casa.
In caso di valori ripetutamente alti, di sintomi come dolore al petto o affanno, o per controllo periodico dopo i 40–50 anni, soprattutto con familiarità cardiovascolare.
Un singolo valore non fa diagnosi: la pressione varia con stress, sforzo e persino con l'emozione della misurazione. Ripeti la misura a riposo per alcuni giorni; se resta pari o sopra 140/90 mmHg, parlane con il medico.
Con valori molto elevati (indicativamente da 180/110 mmHg in su) accompagnati da mal di testa intenso, disturbi della vista, dolore al petto, affanno o difficoltà a parlare serve una valutazione medica immediata.
Le soglie di riferimento nell'adulto sono le stesse a tutte le età e per entrambi i sessi. Negli anziani, però, gli obiettivi di trattamento vengono personalizzati dal medico in base al quadro complessivo.
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